Stop alla violenza contro le donne online! #makeitsafe

Ogni giorno le donne vengono maltrattate e attaccate sui social media. A fronte di questo problema, piattaforme e governi non hanno fatto quasi nulla. Il tempo è scaduto. Facciamo in modo che il Web sia uno spazio sicuro per le donne. 

„Mi sento semplicemente impotente. Avevo segnalato alla piattaforma online la presenza di post palesemente offensivi. Tuttavia, la società ha deciso di non cancellarli. Non ho mai seriamente preso in considerazione l’idea di intraprendere un’azione legale contro questa decisione. Avevo sentito dire che sarebbe stato troppo complicato e mi sarebbe costato circa un mese di stipendio. I commenti sono ancora presenti sul Web.”

Sofia, studentessa e commessa, 19, Firenze, Italia

In tutta Europa le donne sono molestate sessualmente o diffamate online. Una ragazza o giovane donna su due ha già subito abusi sui social media. Le piattaforme online continuano a ignorare la violenza e gli autori rimangono solitamente impuniti. E ancora peggio: milioni di donne e ragazze si ritirano dalla discussione online, non avendo più alcuna possibilità di proteggersi. Tutto questo ora deve finire. E tu puoi aiutarci. 

L’Unione europea (UE) adotterà presto delle nuove regole per Internet, oltre a proporre nuovi strumenti per combattere la violenza contro donne e ragazze. Questa è la nostra occasione unica per rendere Internet un luogo sicuro. Insieme, possiamo chiedere che l’UE garantisca la nostra protezione, nonché la protezione delle nostre sorelle, figlie, madri e amiche. Entra a far parte del nostro movimento: firma la petizione! 

Chiediamo di:

  • Eliminare i nudi rubati! Ogni giorno immagini intime vengono rubate e caricate su piattaforme pornografiche e altri siti, senza il nostro consenso. Non solo veniamo violate, ma dobbiamo anche passare il resto della nostra vita a tracciare le nostre foto e i nostri video intimi online che, inoltre, vengono nuovamente ricaricati su centinaia di siti. Chiediamo misure efficaci per porre fine agli abusi sessuali basati sulle immagini in tutta l’UE. 
  • Obbligare le piattaforme online a rimuovere i contenuti illegali. Internet è pieno di commenti di odio sessisti illegali, di post che attaccano la comunità LGBTQI+ e di minacce di stupro. Nonostante gli utenti segnalino contenuti illegali, la risposta delle piattaforme non è affidabile. Spesso la valutazione automatizzata dei contenuti segnalati è soggetta a errori. Le piattaforme non prevedono l’obbligo di rimuovere i contenuti illegali segnalati. Chiediamo all’UE di obbligare le piattaforme a eliminare i contenuti illegali segnalati. 
  • Consentire agli utenti di detenere il controllo su ciò che visualizzano e con cui interagiscono sulle piattaforme dei social media. I “recommender system” (sistemi di raccomandazione) automatizzati delle piattaforme sono preposti per amplificare i discorsi d’incitamento all’odio e i contenuti scandalosi. Intenzionalmente o meno, stanno guadagnando da questi abusi. Non vogliamo più far parte di questo business basato sull’odio. Ecco perché gli utenti dovrebbero poter rinunciare ai “recommender system”. La scelta dovrebbe essere nostra. 
  • Fare in modo che i tribunali siano facilmente accessibili agli utenti. Indirizzarsi a un tribunale a causa di una piattaforma che si rifiuta di eliminare i contenuti illegali può richiedere fino a due anni, con un costo pari ad almeno uno stipendio mensile. Per questo motivo, è raro che le interessate intraprendano azioni legali per affrontare, ad esempio, una minaccia di stupro manifestata in un post. Richiediamo che tutti gli utenti possano accedere in modo rapido e semplice, sensibile alla specificità di genere, al tribunale, a garanzia dei diritti delle vittime. Difendere i nostri diritti sul Web non dovrebbe essere un privilegio riservato a pochi. 
  • Predisporre opzioni di contatto semplici ed efficaci per gli utenti. Quando gli utenti contattano la piattaforma per segnalare contenuti che incitano all’odio, ciò che ottengono è solamente una risposta automatica. Non vi sono numeri di telefono. In questo modo, le vittime di violenza rimangono senza alcun aiuto. Richiediamo che siano predisposti semplici possibilità di contatto in ogni Stato membro dell’UE, accessibili agli utenti in una delle lingue ufficiali.
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